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Le origini del Vov sono incerte, ma l'invenzione del vov risale al 1840 ed è attribuita ad un pasticcere di Padova, Gian Battista Pezziol. La sua attività principale era la produzione di torrone, in cui l'ingrediente principale era l'albume; i tuorli rimanevano quindi inutilizzati e, per non sprecare questo avanzo, Pezziol vi aggiunse del marsala e dello zucchero, inventando la ricetta del liquore. Il nome che vi diede fu "vov", derivato da vovi, termine dialettale per "uova". Il vov è un liquore di media gradazione alcolica; la ricetta prevede l'uso di tuorli d'uovo, marsala e zucchero; versioni più recenti utilizzano alcol da cucina, latte ed eventualmente uova con guscio, preventivamente sciolte nel limone.
(fonte Wikipedia)
INGREDIENTI
500 g di zucchero
100 g di marsala secco 100 g di alcol puro 6 tuorli 1 limone non trattato (la buccia) 1 bustina di vaniglia 1/2 l di latte difficoltà : facile
calorie: contenuto calorico elevato
tempo: 20 minuti di preparazione + 7 giorni di riposo
PROCEDIMENTO
Per preparare il Vov dovete prendere i tuorli delle uova e sbatterli con 300 g di zucchero e la vaniglia con l’ausilio di una frusta. Mettete a bollire il latte assieme alla buccia del limone e 200 g di zucchero. Filtratelo e aggiungete il composto ai tuorli assieme al marsala e all’alcol avendo cura di aggiungere ogni ingrediente dopo che il precedente sia ben miscelato. Conservare in bottiglia ed agitare vigorosamente la bottiglia di vov ogni giorno per una settimana. Il vostro Vov è pronto
AUTORE
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domenica 28 novembre 2010
il Vov di Fiorella
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Riguardo alla immissione del guscio dell'uovo sciolto nel succo di limone, era usato in passato da chi intendeva farne un vero e proprio cordiale "ricostituente" (per la presenza del calcio nei gusci), solo che la "condizio sine qua non" per la riuscita dell'operazione era l'assoluta bianchezza dei gusci: al contrario, nel caso di gusci dal rosato ad una gamma più intensa nel composto ottenuto si trovava anche del sangue, quello che la gallina aveva disperso (e capitava spesso) per la produzione del guscio che, ricordiamo, è prodotto elaborando i sassolini o altre materie simili che becchetta e deglutisce allo scopo... (Daniele)
RispondiEliminaDa non dimenticare inoltre l'importanza della bottiglia; questa dovrebbe essere capace di schermare la luce. Quando lo faccio, lo metto in una bottiglia in terracotta del Rīgas Melnais Balzams (Balsamo Nero di Riga) acquistato nel 2005 in occasione di un viaggio nei Paesi Baltici. (Daniele)
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